Lo scheletro di un albero

Ogni volta che lascio la città e mi immergono nella campagna, nella mia campagna che in verità è molto più simile ad un bosco, vedo questo castagno vecchissimo, forse ultracentenario. Ha due tronchi, uno secco e molto vecchio, l’altro più giovane. Anni fa il secondo era molto più sottile del primo, ma ormai hanno fatto pari e patta.

Gli ultimi rami del più anziano, con le stesse radici, sono scheletriti, come dita protese nell’aria. Non urlano, ma certo non sono silenti.

Ho trovato il modo di rivederli e risentirli: in bianco e nero, con la solarizzazione, antica tecnica da camera oscura, che rifaccio al computer.