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Era partito dal suo estratto conto on line. L’aveva seguito numero per numero, data per data, tutte le spese e le bollette pagate dal primo del mese precedente, fino all’ultimo giorno, il 31 di luglio. Con quell’unica entrata in dollari. Un misero sostegno di reddito da donazioni di gente che ancora si ricordava di lui. Ben poca cosa. E infatti, alla fine dei conti, anche quel mese era negativo: aveva perso 287 dollari.

Poco, direte voi.

Anche per Giovanni era poco, pochissimo. Praticamente nulla se pensava alle cifre che maneggiava anche solo quindici anni prima. Ma siccome quella situazione durava da tre anni, anzi, più precisamente da 37 mesi, e Giovanni sapeva che sarebbe durata ancora a lungo, beh allora la faccenda era grave. 

Doveva ridurre le spese. Ma dove? Come?

Non andava al cinema, niente pizzeria, da tempo non aveva più Netflix o Prime video, la macchina era ferma da tempo e si era staccato pure dalla rete elettrica, era ‘off the grid’ come si dice: consumava l’energia che produceva con i pannelli. D’estate si poteva scialacquare ma d’inverno, con tutte quelle nuvole, era dura. 

Aveva messo su un pollaio e aveva l’orto. Comprava il pane due volte alla settimana e siccome l’organizzazione della mascella non era più quella dei suoi vent’anni, al quarto giorno ammollava il pane nell’acqua. 

Una vita grama?

In paese non la pensavano così. Ed era un bella scocciatura. 

Si era trasferito quando le cose cominciarono ad andare davvero male. E in più non era più un ragazzino. 

Aveva comprato della terra da quelle parti, dieci anni prima. Con delle case. Tanto per diversificare gli investimenti. Allora aveva denaro da investire. Poi era finita. I titoli azionari avevano cominciato a scendere, poi a calare vistosamente, e infine alcune delle quote che aveva arrischiato a comprare si erano quasi azzerate. Il suo patrimonio era passato da 24.326.000 dollari a 2.533.877. Era ancora un milionario, ma non incassava un dividendo da più di quattro anni ed era certo che non ne avrebbe incassato mai più. 

Giorgia l’aveva lasciato.

Le aveva detto che non avevano altra soluzione che andare in campagna. Lì la vita costava poco. Glielo disse la settimana dopo aver bussato a tutte le porte di gente che conosceva per avere un lavoro. Ma a sessantacinque anni, dopo che hai perso quasi tutto, gli davano delle gran pacche sulle spalle (ancora gli dolevano), gli dicevano di non perdere mai il sorriso, ‘vedrai che cambierà’. Però lavoro niente. L’ultimo gli disse che l’avrebbe assunto ma doveva entrare in società, 250.000 dollari potevano bastare per cominciare. Lui si fece un rapido calcolo: a bei tempi guadagnava 12000 lordi al mese, quindi era come comprarsi un’ottima busta paga per un anno e mezzo, un’ottima cosa se la società poteva decollare. Ma non era questo il caso, purtroppo. 

Giorgia volle sapere che avrebbero fatto in campagna. Forse il sudore dell’orto e la puzza delle galline non la rendevano felice. L’indomani approfittò della sua solita passeggiata mattutina per fare i bagagli e sparire. Gli mandò una mail: scusami Fiorellino, ma non ce la farei proprio. 

Però ogni volta che andava in paese lui era il boss, il milionario, il riccone. E se ci andava a piedi, pensavano che fosse per far un po’ di moto. Se non entrava al bar per un cappuccino e brioche la proprietaria pensava che era un tirchione. Se risparmiava sul detersivo per i piatti dicevano che lui se li lavava da solo perchè era un tipo strambo, il classico tipo di milionario di sinistra, che sta attento all’impronta umana sul territorio. 

Aveva tentato invano di raccontare la sua storia vera, i fatti incontrovertibili. Ma non ci fu verso: era per tutti un milionario. Semplice, eterno, invariabile.  

Il Maresciallo Augusto Pappalardo della locale Stazione dei Carabinieri lo trovò con la gola squarciata poco distante dalla porta del pollaio. Pensò che sicuramente qualche testa calda voleva sapere dove tenesse il denaro. Una rapina andata male. Perchè non gli aveva detto dov’erano i soldi? Si chiese Augusto. Così ordinò di fare una bella perquisizione. 

Non trovarono niente, segno che il ladro aveva ripulito i cassetti. Era un riccone tirchio assai, lo sapevano tutti. Quindi, pensò Augusto, alla fine glielo ha detto dov’erano i soldi e il ladro l’aveva ammazzato lo stesso, per eliminare le tracce. Che brutta storia. 

Senza telecamere, senza indizi, senza DNA, non potevano venire a capo di nulla.

E chiusero il caso. 

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